Vangeli del duemila

I quattro vangeli letti in questo millennio

Avviso

Posted by fabrizio centofanti su agosto 28, 2007

libro.jpgSto scrivendo il mio quarto libro.
Per ora non ce la faccio a portare avanti questo sito.
Spero di poterci tornare.
Un abbraccio e un grazie di cuore a tutti quelli che hanno partecipato.
fabrizio

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Il fuoco del bene

Posted by fabrizio centofanti su agosto 24, 2007

teresa.jpg49] Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!

[50] C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!

[51] Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.

Solo andando fino in fondo sulla strada del rinnegamento di sè si trova il fuoco dello Spirito Santo. Bisogna lasciarsi dividere da ciò che non è questo amore radicale e totale. Saper vedere i segni: le azioni di bene compiute da Gesù.

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Il fuoco

Posted by fabrizio centofanti su agosto 20, 2007

casa-in-fiamme.jpg

49] Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!

[50] C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!

[51] Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.

[52] D’ora innanzi in una casa di cinque persone

[53] si divideranno tre contro due e due contro tre;
padre contro figlio e figlio contro padre,
madre contro figlia e figlia contro madre,
suocera contro nuora e nuora contro suocera”.

[54] Diceva ancora alle folle: “Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade.

[55] E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade.

[56] Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo?
[57] E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?

Riporto la provocazione che ho lanciato ieri alla fine della messa, e che qualcuno non ha capito neanche dopo privata spiegazione.

A uno che gli chiedeva: “Se la sua casa fosse invasa dal fuoco, lei cosa salverebbe?”, Jean Coucteau rispose: “Il fuoco”.

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I fianchi cinti

Posted by fabrizio centofanti su agosto 14, 2007

cintura-ai-fianchi.jpg[35] Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese.

La cintura ai fianchi non può non rimandare a un passo famoso del primo testamento, Esodo 12,11, in cui si danno indicazioni su come consumare la cena della pasqua: con i fianchi cinti, il bastone in mano. Questa può essere una buona chiave per entrare nel vangelo della settimana. Il discepolo di Gesù è in cammino, sempre pronto a partire, a uscire da sè per andare verso l’altro, a rispondere a una chiamata. Senza questa premessa, il resto del brano rimane oscuro e incomprensibile. Viviamo, come cristiani, nella notte di Pasqua, siamo in attesa di un Evento.

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Vigilantes

Posted by fabrizio centofanti su agosto 13, 2007

ladro.jpg[32] Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno.

[33] Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma.

[34] Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

[35] Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese;

[36] siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa.

[37] Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.

[38] E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!

[39] Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa.

[40] Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate”.

[41] Allora Pietro disse: “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”.

[42] Il Signore rispose: “Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?

[43] Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro.

[44] In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi.

[45] Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi,

[46] il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli.

[47] Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse;

[48] quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.

Come si fa a difendersi dal ladro che arriva? Stando svegli 24 ore su 24? C’è una soluzione meno nociva per la salute? Speriamo di riuscire a scoprirlo.

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“La porta è già chiusa”. Si aprirà? 4

Posted by fabrizio centofanti su agosto 4, 2007

tentazione.jpge non ci indurre in tentazione.

Spesso identifichiamo le tentazioni con il balenare dei cosiddetti vizi capitali. Ma qui Gesù, probabilmente, parla d’altro. E’ la tentazione cui fu sottoposto nel deserto: quella di cambiare strada, di rinnegare la sua missione. La tentazione vera è quella di voltare le spalle alla fede. Per questo nel Nuovo Testamento troviamo questa sconcertante affermazione: “Ho combattuto la buona battaglia, ho conservato la fede” (2Tim 4,7). Tutto qui? Sì, tutto qui. Per questo c’è anche l’intercessione di Gesù (“Simone, Simone, ecco, satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede”, Lc 22,31), perché non siamo indotti nella più terribile e definitiva delle tentazioni, l’apostasia.

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“La porta è già chiusa”. Si aprirà? 3

Posted by fabrizio centofanti su agosto 2, 2007

pane.jpg[3] dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano.

Gesù prende molto sul serio il corpo. Sa che abbiamo bisogno di mangiare e vuole darci la sicurezza che la preghiera per il pane di ogni giorno sarà esaudita. Questo dovrebbe aiutarci a ritrovare l’essenziale: chi si sente nelle braccia della Provvidenza non è più vittima della nevrosi dell’accumulo ed è finalmente libero di diventare uno che il pane non solo lo riceve, ma lo dà. Così viene annoverato tra i collaboratori della prima beatitudine: “Beati voi, poveri, perché sarete saziati”.

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“La porta è già chiusa”. Si aprirà? 2

Posted by fabrizio centofanti su luglio 31, 2007

padre-e-figlio.jpg[2] Ed egli disse loro: “Quando pregate, dite:
Padre”.

Anche nel primo Testamento Dio viene chiamato Padre. Ma con Gesù è diverso. C’è un’intimità nuova, una coscienza assolutamente inedita: egli è il figlio di quel Padre, e trasmette questa consapevolezza in un modo sconvolgente. La scena del Calvario, in cui un pagano, un centurione, non può fare a meno di esclamare: “veramente quest’uomo era figlio di Dio”, non smette di stupirci, di raggiungerci nel cuore delle nostre solitudini, di convincerci che crederci soli è la più grande menzogna che possa toccarci nella vita.

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“La porta è già chiusa”. Si aprirà?

Posted by fabrizio centofanti su luglio 30, 2007

gesu-che-prega.jpg[1] Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”.

[2] Ed egli disse loro: “Quando pregate, dite:
Padre, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;

[3] dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,

[4] e perdonaci i nostri peccati,
perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore,
e non ci indurre in tentazione”.

[5] Poi aggiunse: “Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani,

[6] perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti;

[7] e se quegli dall’interno gli risponde: Non m’importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli;

[8] vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza.

[9] Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

[10] Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.

[11] Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe?

[12] O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?

[13] Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Lc 11,1-13)

Gesù, nei vangeli, appare come colui che prega. Abbiamo sempre detto che la comunità cristiana è fondata sulla parola di Dio. Tutto nasce da lì: “In principio era la parola” (Gv 1,1). Il testo di oggi ci fornisce un’integrazione: c’è un’altra colonna che sostiene il popolo di Dio, ed è la preghiera. Senza queste fondamenta, si costruisce sul vuoto.

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Il centro e la periferia 5

Posted by fabrizio centofanti su luglio 28, 2007

la-perla-preziosa.jpg[41] Ma Gesù le rispose: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose,

[42] ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta”

Bisognerebbe fermarsi ancora a lungo su questo testo, ricordando ad esempio come i verbi che descrivono Marta (“era tutta presa”; “tu sei agitata”) sono al passivo, come dire: paradossalmente, la persona veramente attiva è Maria, mentre la sorella è in balia di forze esterne; ma la settimana si conclude e anche noi dobbiamo passare al prossimo vangelo. Quindi mi soffermo sull’ultimo dettaglio, il contrasto tra “molte cose” e “una sola cosa”. L’alternativa non è tra azione e contemplazione ma tra frammentarietà e unità della persona. Noi siamo lacerati e dispersi in mille rivoli, ma ci sono una perla preziosa, un tesoro nascosto, che potrebbero essere la risposta a tutte le nostre attese. Il mercante e il contadino vendono tutto, appena li trovano: loro hanno capito.

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