“La porta è già chiusa”. Si aprirà? 2
Pubblicato da fabrizio centofanti su Luglio 31, 2007
[2] Ed egli disse loro: “Quando pregate, dite:
Padre”.
Anche nel primo Testamento Dio viene chiamato Padre. Ma con Gesù è diverso. C’è un’intimità nuova, una coscienza assolutamente inedita: egli è il figlio di quel Padre, e trasmette questa consapevolezza in un modo sconvolgente. La scena del Calvario, in cui un pagano, un centurione, non può fare a meno di esclamare: “veramente quest’uomo era figlio di Dio”, non smette di stupirci, di raggiungerci nel cuore delle nostre solitudini, di convincerci che crederci soli è la più grande menzogna che possa toccarci nella vita.





















elena f detto
Abbà[...]questa è la vita eterna che conoscano te l’unico vero Dio, e colui che hai mandato Gesù Cristo[...]consacrali nella verità.La tua parola è verità[...]per loro consacro me stesso, perchè anch’essi siano consacrati nella verità[...] io ho fatto conoscere loro il tuo nome e continuerò a farlo conoscere, affinchè l’amore con cui mi hai amato sia in essi ed io in loro(Gv.17,3-17-19-26)
un altra notte, un’altra vita per meditare questa preghiera di Gesù e non sentirci soli.
buonanotte
elena f
così pregava Gesù prima del calvario secondo il vangelo di Giovanni
Forza Roma detto
Che bello poter chiamare il Signore con l’appellativo di Padre o meglio Papà!
A volte non si riesce a farlo neppure con il proprio genitore naturale, o perché non si è mai conosciuto o perché non si è mai dimostrato tale. Alcuni danno la vita ai figli generandoli nella carne, ma poi gliela tolgono nei fatti, soffocandoli con ricatti morali e sensi di colpa. Che tristezza, quante vittime senza spargimento di sangue visibile, ma con ferite interne lancinanti! La speranza torna sapendo che sono sanabili in Gesù, che ci porta al Padre e ci riconcilia con i nostri padri.
Salute,
F.R.
elena f detto
è bello potersi sentire liberi da paternità e maternità soffocanti. molti genitori non sanno fare il loro mestiere, chissà forse tutti ( e in questi tutti metto me stessa)perchè non è facile inseganare ai propri figli l’essere liberi, prima bisogna imparare ad esserlo. l’amore fa questo ci rende liberi, ma la libertà ha un prezzo altissimo e quel prezzo solo un Dio lo può pagare fino in fondo.
buon pomeriggio
elena f
paolo detto
Educazione alla libertà… Che tentazione di far partire una discussione sui casi concreti, su genitori che prima ti implorano di aiutarli a far uscire di casa un figlio di 13 anni e poi, quando ne ha 16, lo incistiscono in casa con sensi di colpa e ricatti affettivi.
Pazienza. Sto bussando alla porta e non aprono.
Vi farò sapere. Della stessa serie di prima: il Signore provvede ai suoi figli quando noi siamo allo stremo.
Curiosità per A.
Forza Roma detto
@Elena
faccio fatica a pensare a te come ad una mamma opprimente
La Verità vi farà liberi; e la verità è in un Amore gratuito, liberante.
@Paolo
Il Signore provvede ai suoi figli SEMPRE e non quando noi siamo allo stremo…altrimenti vorrebbe dire che Egli subentra a noi quasi-Onnipotenti come Lui. Attenzione: probabilmente partire ora non è il bene per quel ragazzo/a; oppure non è il bene per te riuscire in tutto da solo con le tue forze persuasive: potresti sentirti imbattibile, invece così devi fermarti e chiedere aiuto al Padre.
A proposito, tu come sei come padre? Io ti immagino un po’ capo-branco.
Salute,
F.R.
paolo detto
fr
certo che il Signore provvede sempre. ma in tante situazioni ho scoperto che PRIMA vuole vedere se ci credo veramente in quello che gli chiedo. prima devo spremere il mio nulla e constatare il mio fallimento, l’inadeguatezza della mia persona.
alla persona cui fai riferimento farebbe bene non farsi incistire in casa, senza “probabilmente”, fidati.
capo branco? ci sei molto vicino, complimenti. posso dirti che akela dovrà morire perchè mowgli possa diventare uomo. altro pezzo del puzzle.
ululato estivo
elena f detto
@forza roma
grazie della fiducia (ma non credo che mio figlio ti darebbe ragione
)
educare alla libertà non significa ,come oggi mi pare si sia diffusa l’idea, lasciar soli i propri figli di fronte alla vita con un bel portafogli gonfio per le loro “necessità” e che facciano quello che vogliono, altrimenti ci sentiamo dire che siamo opprimenti e che limitiamo la loro libertà. credo che educare alla libertà , alla stessa libertà cui Dio ci educa, significhi educare alla responsabilità e allora la prospettiva si fa complessa, perchè oggi purtroppo nessuno vuole sentire questa parola, re-sponsabile però significa colui che risponde cioè persona che si pone in relazione, in ascolto, in dialogo, perchè questo avvenga i ragazzi, così come gli adulti, hanno bisogno di essere guidati, accompagnati e a volte contraddetti in quelli che sono i loro desideri più immediati. perchè educare alla responsabilità non significa esci o non uscire (questi sono accessori) ma significa insegnare il valore dell’altro a partire dal valore assoluto della persona umana, a partire dall’unicità della propria persona. significa indicare la via dell’integrazione prima di se stessi- corpo anima spirito-(che poi è la via della vita che si esaurisce solo con l’ultimo respiro) perchè solo così si è ingrado di vivere la vera integrazione col prossimo.
l’educazione dei ragazzi è difficile perchè oggi nessuno si vuole prendere la responsabilità di educare i propri figli, perchè costa fatica e a volte è più facile dire una serie sterminata di sì che non passare la vita a dialogare, discutere, scontrarsi, incontrarsi sul valore delle cose con un adolescente che sembra avere le orecchie e il cuore chiusi.
ma il discorso è lungo e complesso e in continua evoluzione periò meglio fermarsi qui.
buona giornata
elena f
paolo detto
elena, fammi tornare dalle vacanze con il centro e riprendiamo il discorso dell’educazione
Forza Roma detto
@Elena
concordo pienamente con quanto dici e mi confermo nell’idea che non puoi essere una madre opprimente, semmai “scomoda” rispetto ai genitori ‘tutto sì’, perché induci il tuo figliolo a riflettere e a maturare (a proposito, come si chiama il fortunato giovanotto?)
Attualmente, più di prima, troppi genitori viziano la prole riempiendola di cose inutili, solo perché è un modo per contendersela con il consorte separato. “E che tuo padre/madre non dica che io ti faccio mancare questo o quello…”…eh, sì, ma l’Amore con la A?
@Paolo – Akela
peccato che non ci siamo incrociati prima della tua partenza; volevo farti un grande in bocca al lupo: spero che Mowgli -voglioso di crescere- non approfitti di un’escursione ad alta quota per ucciderti…e risparmiare a tutti il sermone sull’educazione!
Un saluto a tutti; la prossima settimana non sarò collegato
F.R.
elena f detto
@forza roma
una mamma scomoda … credo che mio figlio sarebbe d’accordo stavolta!
buona notte e buona settimana di “scollegamento”!
elena f