Archivio per Agosto 2007
Il fuoco del bene
Pubblicato da fabrizio centofanti su Agosto 24, 2007
49] Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!
[50] C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!
[51] Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.
Solo andando fino in fondo sulla strada del rinnegamento di sè si trova il fuoco dello Spirito Santo. Bisogna lasciarsi dividere da ciò che non è questo amore radicale e totale. Saper vedere i segni: le azioni di bene compiute da Gesù.
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Il fuoco
Pubblicato da fabrizio centofanti su Agosto 20, 2007
49] Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!
[50] C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!
[51] Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.
[52] D’ora innanzi in una casa di cinque persone
[53] si divideranno tre contro due e due contro tre;
padre contro figlio e figlio contro padre,
madre contro figlia e figlia contro madre,
suocera contro nuora e nuora contro suocera”.
[54] Diceva ancora alle folle: “Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade.
[55] E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade.
[56] Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo?
[57] E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?
Riporto la provocazione che ho lanciato ieri alla fine della messa, e che qualcuno non ha capito neanche dopo privata spiegazione.
A uno che gli chiedeva: “Se la sua casa fosse invasa dal fuoco, lei cosa salverebbe?”, Jean Coucteau rispose: “Il fuoco”.
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I fianchi cinti
Pubblicato da fabrizio centofanti su Agosto 14, 2007
[35] Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese.
La cintura ai fianchi non può non rimandare a un passo famoso del primo testamento, Esodo 12,11, in cui si danno indicazioni su come consumare la cena della pasqua: con i fianchi cinti, il bastone in mano. Questa può essere una buona chiave per entrare nel vangelo della settimana. Il discepolo di Gesù è in cammino, sempre pronto a partire, a uscire da sè per andare verso l’altro, a rispondere a una chiamata. Senza questa premessa, il resto del brano rimane oscuro e incomprensibile. Viviamo, come cristiani, nella notte di Pasqua, siamo in attesa di un Evento.
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Vigilantes
Pubblicato da fabrizio centofanti su Agosto 13, 2007
[32] Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno.
[33] Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma.
[34] Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
[35] Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese;
[36] siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa.
[37] Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
[38] E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
[39] Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa.
[40] Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate”.
[41] Allora Pietro disse: “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”.
[42] Il Signore rispose: “Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?
[43] Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro.
[44] In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
[45] Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi,
[46] il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli.
[47] Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse;
[48] quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.
Come si fa a difendersi dal ladro che arriva? Stando svegli 24 ore su 24? C’è una soluzione meno nociva per la salute? Speriamo di riuscire a scoprirlo.
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“La porta è già chiusa”. Si aprirà? 4
Pubblicato da fabrizio centofanti su Agosto 4, 2007
e non ci indurre in tentazione.
Spesso identifichiamo le tentazioni con il balenare dei cosiddetti vizi capitali. Ma qui Gesù, probabilmente, parla d’altro. E’ la tentazione cui fu sottoposto nel deserto: quella di cambiare strada, di rinnegare la sua missione. La tentazione vera è quella di voltare le spalle alla fede. Per questo nel Nuovo Testamento troviamo questa sconcertante affermazione: “Ho combattuto la buona battaglia, ho conservato la fede” (2Tim 4,7). Tutto qui? Sì, tutto qui. Per questo c’è anche l’intercessione di Gesù (“Simone, Simone, ecco, satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede”, Lc 22,31), perché non siamo indotti nella più terribile e definitiva delle tentazioni, l’apostasia.
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“La porta è già chiusa”. Si aprirà? 3
Pubblicato da fabrizio centofanti su Agosto 2, 2007
[3] dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano.
Gesù prende molto sul serio il corpo. Sa che abbiamo bisogno di mangiare e vuole darci la sicurezza che la preghiera per il pane di ogni giorno sarà esaudita. Questo dovrebbe aiutarci a ritrovare l’essenziale: chi si sente nelle braccia della Provvidenza non è più vittima della nevrosi dell’accumulo ed è finalmente libero di diventare uno che il pane non solo lo riceve, ma lo dà. Così viene annoverato tra i collaboratori della prima beatitudine: “Beati voi, poveri, perché sarete saziati”.
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