Vangeli del duemila

I quattro vangeli letti in questo millennio

Il fuoco

Pubblicato da fabrizio centofanti su Agosto 20, 2007

casa-in-fiamme.jpg

49] Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!

[50] C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!

[51] Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.

[52] D’ora innanzi in una casa di cinque persone

[53] si divideranno tre contro due e due contro tre;
padre contro figlio e figlio contro padre,
madre contro figlia e figlia contro madre,
suocera contro nuora e nuora contro suocera”.

[54] Diceva ancora alle folle: “Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade.

[55] E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade.

[56] Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo?
[57] E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?

Riporto la provocazione che ho lanciato ieri alla fine della messa, e che qualcuno non ha capito neanche dopo privata spiegazione.

A uno che gli chiedeva: “Se la sua casa fosse invasa dal fuoco, lei cosa salverebbe?”, Jean Coucteau rispose: “Il fuoco”.

18 Risposte a “Il fuoco”

  1. elena f detto

    una provocazione spiegata perde il 90% della sua bellezza e allora lasciamola così :-)

    posso solo dire che per me l’impatto con quest’immagine può dare la misura del rapporto che c’è fra noi e il nostro sentire e fare esperienza delle cose del mondo e della vita

    la prendo come cartina tornasole del mio rapporto con Dio

    grazie fabry

    buona giornata

    elena f

  2. Forza Roma detto

    @Fabrizio: ha usato una citazione di Paulo Coelho ?!! Su internet gira questa storiella da lui raccontata:

    Durante il mio soggiorno in un castello affittato tramite una rivista brasiliana a Brissac, in Francia, un giornalista della zona viene a intervistarmi. Nel mezzo della conversazione, a cui assistevano altre persone, lui mi chiede:

    “Qual è stata la miglior domanda che un cronista le ha fatto finora?”

    La miglior domanda? Penso che mi abbiano già rivolto TUTTE le domande, tranne quella che mi ha appena rivolto lui. Gli chiedo un po’ di tempo per pensare, rifletto sulle tante cose che avrei voluto dire e che non hanno mai voluto sapere. Ma, alla fine, confesso:

    “Penso che sia proprio questa. Mi hanno già rivolto domande a cui ho rifiutato di rispondere, altre che mi hanno permesso di parlare di temi interessanti, ma questa è l’unica a cui non so come rispondere con sincerità.”

    Il giornalista annota. E dice:

    “Le voglio raccontare una storia interessante. Una volta, andai a intervistare Jean Cocteau. La sua casa era un vero ammasso di ninnoli, quadri, disegni di artisti famosi, libri. Cocteau conservava tutto e, per ognuna di quelle cose, provava un profondo amore. Fu allora che, durante l’intervista, decisi di domandargli: ‘Se questa casa cominciasse a prendere fuoco e lei potesse portare via con sé una sola cosa, quale sceglierebbe?’”

    “E che cosa le rispose Cocteau?” domanda Alvaro Teixeira, responsabile del castello dove ci troviamo e grande studioso della vita dell’artista francese.

    “Cocteau rispose: ‘Io porterei via il fuoco.’”

    E rimaniamo tutti lì, in silenzio, applaudendo nel profondo del nostro cuore a una risposta tanto brillante.

    UN GUERRIERO DELLA LUCE NON TENTA DI SEMBRARE…….EGLI E’!!!
    musicstars

  3. enrico g detto

    E’ un pò di tempo che non invio commenti, anche perchè talvolta mi sento inadeguato al “cospetto” di certi commenti molto profondi e preparati.
    In ogni caso…forse, superando la timidezza, devo condividere il fatto che il vangelo di domenica, che avevo letto velocemente prima di ascoltare l’omelia di Fabrizio, mi ha veramente impressionato. Mi ha colpito l’accoratezza di Gesù: “come vorrei che il fuoco fosse già acceso” !, “come sono angosciato” !
    E’ un ulteriore passo per capire ed essere solidali, direi amici di un uomo che se la prende così a cuore per la propria vita e per la nostra sorte di uomini, che invece rimangono tiepidi e non si eccitano per niente di importante.
    Il fuoco, l’urgenza di muoversi, il far la pasqua in piedi e pronti a partire: quanto di questo è da me vissuto ?
    Vorrei spender meno tempo a capire e più a muovermi, ma credo che questa sia la condizione nostra e che solo nella preghiera possiamo trovare qualche marcia in più (“Signore, rispondimi !”, mi sembra che reciti un salmo).
    E poi mi colpisce anche il “perchè non giudicate voi stessi ciò che è giusto?”: forse ci dimentichiamo, mi dimentico…parlo x me… che la responsabilità + grossa è personale, di scelta personale, non mi può aiutare nessuno.

    Saluti a tutti

    enrico

  4. elena f detto

    un ben tornati a tutti.

    enrico se è vero che la scelta è personale, non è meno vero che il fuoco ci ricorda che senza Spirito Santo non possiamo fare nulla. il fuoco della pentecoste è un fuoco possente, un rombo di tuono e può essere che qualcuno di noi abbia fatto quest’esperienza dirompente nella sua vita, ma poi quello stesso fuoco si trasforma in quella voce sottile di silenzio difficile da percepire se non facciamo spazio dentro di noi.
    l’ascolto della parola, ma non solo, la condivisione con chi conosce la voce dello spirito possono aiutarci a fare chiarezza. resta che la scelta è sempre personale, ma non siamo mai soli, anzi non dobbiamo rimanere soli , dobbiamo imparare ad avere fiducia in chi ci può guidare,stando attenti che chi ci sta accanto sia persona dello spirito: si riconoscono da un tratto caratteristico, non ti diranno mai fai questo o quello, ma ti aiuteranno a fare chiarezza per poi lasciarti tutta la libertà di decidere.

    buona serata

    elena f

  5. paolo detto

    enrico ben venga uno che voglia muoversi! il fuoco è proprio tutto lì. qualcosa dentro di noi che ci mette agitazione, che non ci fa accontentare dello status quo. qualcuno direbbe – ed è stato citato – caritas Christi urget nos. non accontentarsi delle belle parole e dei “commenti molto profondi e preparati”, che tu citi. siamo però totalmente d’accordo sulla premessa che la preghiera è la base di partenza del muoversi, senza sarebbe solo agitarsi senza costrutto. ma poi bisogna muoversi.
    e non è detto che il muoversi sia il volo di un moscone, qua e là.
    mi viene in mente Santa Teresina. Mistica, carmelitana, morta giovanissima. poche cose più inutili da un punto di vista operativo, eppure ci sarà stato un motivo perchè la Chiesa l’ha nominata co patrona delle missioni. e allora muoversi sotto la spinta del fuoco di Cristo acquisisce un valore molto speciale, che trascende il semplice attivismo. ognuno, in effetti, deve capire come “muoversi”, a che tipo di “movimento” è chiamato. sale del mondo?

  6. Forza Roma detto

    IL FUOCO, LA DIVISIONE NELLE FAMIGLIE…parole dure, scandalose, ma…

    Nel linguaggio della Scrittura lo scandalo significa un tranello, tutto quello che fa soccombere e, quindi, che mette alla prova la fede. Ma facciamo notare che, a seconda della provenienza, e a seconda delle capacità e delle disposizioni di chi è scandalizzato, il significato dello scandalo differisce completamente. Per il credente lo scandalo della Croce è adorabile. Questo scandalo non è un’antitestimonianza. È al contrario fonte della più grande testimonianza.

    Dopo che Gesù, nella sinagoga di Cafarnao, ebbe annunciato il mistero dell’Eucaristia, una crisi profonda si produsse tra i discepoli. « Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo? ». Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro. Disse allora Gesù ai Dodici: Volete andarvene anche voi? Si conosce la risposta di Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna». Queste sono le parole della fede.

    Di fronte allo smarrimento provocato dalle sue parole, Gesù non fece niente per attenuarle: «Questo vi scandalizza?». Egli precisa che in seguito capiranno e che questa comprensione è un dono dello Spirito, ch’essa s’identifica con il dono della fede: «Ma vi sono alcuni tra voi che non credono» (cf. Gv 6, 60-69).

    La profondità e la sublimità del messaggio di Gesù, quindi, scandalizza, nel senso che è occasione di caduta per chi non crede o prova superata per colui che crede. Il tema dello scandalo, nel Nuovo Testamento, è dunque legato alla fede, come libera accoglienza del mistero di Cristo. Dinanzi al Vangelo non si può restare indifferente, tiepido, o sottrarsi: il Signore ci interpella personalmente e ci chiede di dichiararsi per lui (cf. Mt 10, 32-33).

    Agli invitati di Giovanni che era in carcere, sconcertato per quello che sente dire dello svolgimento del ministero di Gesù, questo risponde evocando i segni messianici che l’accompagnano. E aggiunge: « beato colui che non si scandalizza di me» o: che non cadrà per causa mia (cf. Mt 11, 6).

    La prima lettera di Pietro, 1, 7-8, riferendosi ad un brano d’Isaia (8, 14), afferma dal canto suo: «Onore dunque a voi che credete; ma per gli increduli la pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra angolare, sasso d’inciampo e pietra di scandalo». E vi è data la ragione: «loro v’inciampano perché non credono alla parola».

    A questo scandalo, a questa prova della fede, Gesù preparerà i suoi discepoli, annunciando loro l’odio del mondo, le persecuzioni ma anche le consolazioni dello Spirito (cf. Gv 6, 14-16): «Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi (o affinché non soccombiate alla prova») (cf. Gv 16, 1).

    È lo stesso paradosso di cui ci parla san Paolo nella prima lettera ai Corinzi, 1, 18-31. Il mondo peccatore non ha saputo riconoscere la Sapienza di Dio, che salverà i credenti per la stoltezza della predicazione del Messia crocifisso, stoltezza e scandalo. Il piano divino della salvezza rivela le profondità del mistero dell’agapè divina e ci invita a prendere coscienza dei nostri limiti, poiché il rifiuto ad aprirsi al mistero ha per motivo l’autosufficienza colpevole: «Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini».

    Capire questo, alla luce della fede, è accogliere ciò che possiamo chiamare lo scandalo benedetto delle vie di Dio, è accogliere il mistero della Croce, fonte di salvezza. L’esigenza posta così è l’esigenza della purezza della fede, di un’adesione alla infinita trascendenza della sapienza salvifica di Dio.

    L’accoglienza del mistero della salvezza con la fede suppone da parte nostra la purezza di cuore, e di conseguenza un impegno sul cammino della conversione. Ci si ricorderà della bellissima pagina del Vangelo: «In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto, queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Si, Padre, perché così a te è piaciuto. Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”» (cf. Lc. 10, 21-22).

  7. enrico g detto

    Elena,
    grazie x le riflessioni e ti assicuro che mi piacerebbe comprendere com’è un’esperienza dirompente dello Spirito. Mi viene in mente quel passo di Samuele(mi sembra nei primi capp di Sam 1)in cui – chiamato da Dio – non capisce e si rivolge sempre al suo tutor Eli, perchè non era abituato alla parola di Dio. Poi Eli in qualche modo lo instrada.
    Però è difficile oggi, per mancanza di tempo e altro, avere condivisioni continuative con chi ha esperienza dello spirito e quindi ti può guidare. Una volta c’erano i “padri spirituali”, che non sempre andavano bene.
    Penso che questo scambio tra noi sia comunque utilissimo, forse ogni tanto bisognerebbe farlo di persona e non via internet.

    Paolo,
    grazie anche a te. Fra l’altro mi citi Teresina, e figurati che poche settimane fa ho finito di leggere “Storia di un’anima” scritto da lei. E’ un pò pesante ma malgrado questo l’ho letto volentieri e mi ha colpito quello che dici tu, cioè la santità nata dal niente (apparentemente).

    Ciao

  8. elena f detto

    @enrico

    il tempo è tiranno ed è vero.
    Edith Stein diceva : ricordati che in Dio il tempo non esiste dunque la tua preghiera può essere “un’ora di silenzio o un battito di ciglia”.
    purchè il cuore sia sempre aperto alla voce dello Spirito, e il battito di ciglia sincero lo Spirito non tarderà a far sentire la sua voce.

    buona giornata

    elena f

  9. Forza Roma detto

    Elena,
    che bella citazione! Come non ricordare Edith Stein, religiosa e studiosa tedesca, conosciuta anche come santa Teresa Benedetta della Croce; fu filosofa e, dopo il suo abbandono della religione ebraica, monaca carmelitana con il nome di Teresa Benedetta della Croce, uccisa ad Auschwitz e canonizzata nel 1998.

    Il 9 agosto ricorreva la sua nascita a nuova vita: la santità, dopo esser passata attraverso ateismo, ebraismo e cattolicesimo. Curiosità: fu dopo aver letto l’autobiografia della mistica santa Teresa d’Avila, durante una vacanza nel 1921, che Edith Stein abbandonò formalmente l’ebraismo e si convertì. Scrisse anche “La Scienza della Croce: Studio su Giovanni della Croce”, un santo caro a Papa Giovanni Paolo II.

    Salute,
    F.R.

  10. Forza Roma detto

    A proposito di Santa Teresina del Bambino Gesù del Volto Santo…

    All’inizio del 1895 (due anni e mezzo prima della morte di Teresa) Madre Agnese di Gesù (Paolina), sorella e priora della nostra Santa, le chiese «per obbedienza» di scrivere i suoi ricordi d’infanzia (il futuro «Manoscritto A»). Teresa obbedì e, introducendo la narrazione, si soffermò a precisare che avrebbe raccontato soprattutto i suoi pensieri sulla Misericordia di Dio. Senza volerlo, diede così uno splendido riassunto di quella “teologia della Misericordia” che ella avrebbe insegnato a tutta la Chiesa.
    Ecco i suoi quattro grandi «principi»:

    1. «La perfezione consiste nel fare la volontà di Dio: nell’essere ciò che Lui vuole che noi siamo».

    2. «L’amore di Nostro Signore si rivela altrettanto bene nell’anima più semplice quanto nell’anima più sublime. E poiché è proprio dell’Amore abbassarsi misericordiosamente… quanto più il buon Dio discende fino alle anime più piccole, tanto più dimostra la sua grandezza infinita».

    3. «Come il sole rischiara allo stesso tempo i grandi cedri e ogni piccolo fiore, come se ciascuno fosse solo sulla terra, così Nostro Signore si occupa in particolare di ciascuna anima, con tanto amore come se fosse unica al mondo».

    4. « E come nella natura tutte le stagioni sono regolate in modo da far sbocciare nel momento stabilito anche la più umile pratolina, così tutto è regolato in modo da corrispondere al bene di ciascuna anima».

  11. Forza Roma detto

    @Paolo

    Un ulteriore contributo (tratto dagli scritti di Santa Teresina, che hai citato) a proposito del fatto che IL CRISTIANO NON E’ UN ATTIVISTA NE’ FA PROSELITISMO, MA ATTIRA DI PER SE’ ESSENDO LUCE E SALE:

    “Gesù mi ha dato un mezzo semplice per compiere la mia missione. Mi ha fatto capire questa parola dei Cantici: «Attirami, noi correremo all’effluvio dei tuoi profumi». O Gesù, dunque non è nemmeno necessario dire: Attirando me, attira le anime che amo. Questa semplice parola: «Attirami» basta. Signore, lo capisco, quando un’anima si è lasciata avvincere dall’odore inebriante dei tuoi profumi, non potrebbe correre da sola, tutte le anime che ama vengono trascinate dietro di lei: questo avviene senza costrizione, senza sforzo, è una conseguenza naturale della sua attrazione verso di te. Come un torrente che si getta impetuoso nell’oceano trascina dietro di sé tutto ciò che ha incontrato al suo passaggio, così, o mio Gesù, l’anima che si immerge nell’oceano senza sponde del tuo amore attira con sé tutti i tesori che possiede…

    Nel corso del suo ultimo ritiro (nel settembre 1896), Teresa scrisse il Manoscritto B. Ella scoprì la sua vocazione: “Nel cuore della Chiesa, mia Madre, io sarò l’amore!” e offrì la sua vita per la salvezza delle anime e per l’edificazione della Chiesa.

    «Essere tua sposa, Gesù, essere carmelitana, essere, grazie all’unione con te, madre di anime, dovrebbe bastarmi. Non è così! Certo, questi tre privilegi sono la mia vocazione: Carmelitana, Sposa e Madre; ma io sento in me altre vocazioni: mi sento la vocazione di Guerriero, di Sacerdote, di Apostolo, di Dottore, di Martire; insomma, sento il bisogno, il desiderio di compiere per te, Gesù, tutte le opere più eroiche…Sento in me la vocazione di Sacerdote: con quanto amore, o Gesù, ti porterei nelle mie mani … Con quanto amore ti darei alle anime! … vorrei illuminare le anime come i Profeti, i Dottori! Ho la vocazione d’essere Apostolo. Vorrei percorrere la terra, predicare il tuo nome …Ma vorrei soprattutto, o mio Amato Salvatore, vorrei versare il sangue per te fino all’ultima goccia! Il Martirio: ecco il sogno della mia giovinezza! … O mio Gesù, cosa risponderai a tutte le mie follie? Esiste un’anima più piccola, più impotente della mia? … Durante l’orazione i miei desideri mi facevano soffrire un vero e proprio martirio. Aprii le epistole di San Paolo per cercare qualche risposta. Mi caddero sotto gli occhi i capitoli XII e XIII della prima lettera ai Corinzi. Nel primo lessi che non tutti possono essere apostoli, profeti, dottori, ecc…, che la Chiesa è composta da diverse membra e che l’occhio non potrebbe essere al tempo stesso la mano. La risposta era chiara ma non appagava i miei desideri, non mi dava la pace… continuai la lettura e questa frase mi rincuorò: «Cercate con ardore i doni più perfetti; ma io vi mostrerò una via ancora più eccellente». E l’Apostolo spiega come tutti i doni più perfetti non sono niente senza l’Amore. Che la Carità è la via eccellente che conduce sicuramente a Dio. Finalmente avevo trovato il riposo! … Capii che solo l’Amore faceva agire le membra della Chiesa: che se l’Amore si dovesse spegnere, gli Apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i Martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue. Capii che l’Amore racchiudeva tutte le vocazioni, che l’Amore era tutto, che abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi! Insomma che è eterno! Allora, nell’eccesso della mia gioia delirante ho esclamato: O Gesù mio Amore, la mia vocazione l’ho trovata finalmente! La mia vocazione è l’Amore! Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa e questo posto, o mio Dio, sei tu che me l’hai dato: nel Cuore della Chiesa, mia Madre, sarò l’Amore! Così sarò tutto, così il mio sogno sarà realizzato!!!».

  12. paolo detto

    Scusatemi, ma io mi perdo dietro le lenzuolate di citazioni e di riporti di brani. L’ho fatto una volta pure io e me ne sono dispiaciuto. Ma evidentemente è una sensibilità mia, non condivisa. Divisione, appunto.

  13. elena f detto

    per non smarrirsi basta leggere e fermarsi appena una frase o anche solo una parola ci colpisce al cuore,allora sapremo di aver trovato quello che ci serve in quel momento e su quello e attraverso di quello possiamo meditare e pregare.

    buon pomeriggio

    elena f

  14. paolo detto

    capisco le buone intenzioni e credo anche nella buona fede e nell’entusiasmo dei creatori di muri, ma penso che un po’ più di filtro e di controllo nel “copia e incolla” aiuterebbe gli altri a non smarrirsi davanti a muri compattamente estesi di parole, tra le quali decifrare a fatica il “focus” del messaggio. magari anche un po’ di pietà.
    però io cerco più le persone vive, il loro cuore, la loro verità. mi interessano molto meno gli ampi riporti, ancorchè zelanti ed edificanti. basterebbe inserire una brevissima citazione ed il link, per rendere tutto molto più vivo, almeno dal mio punto di vista.
    http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/05_01.htm
    per esempio….

  15. elena f detto

    concordo sui rimandi bibliografici, ma non capisco la polemica . da paolo a polemos il passo è breve, se cerchi le persone vive cerca di accettare i vivi per quello che sono, con i loro limiti e le loro dimenticanze o è chiedere troppo ad un cercator di verità? (e ti assicuro che se c’è una maniaca della citazione quella sono io al punto di dire che servono a dare a cesare quel che è di cesare e a elena f quel che è suo) ma mi pare che quello armato di cazzuola e mattoni per innalzare muri qui sia uno soltanto e quello mi sembri essere tu.

    va bene il fuoco purchè non sia sempre e solo il fuoco della polemica.

    a più miti consigli e atteggiamenti più cordiali
    spero

    darsi pace… un’ottima idea

    elena f

  16. paolo detto

    polemica? dov’è la polemica? chiedere di avere interventi contenuti nelle dimensioni, ancorchè piccanti e contrastanti, come il tuo recentissimo, è polemica? chiedere di vedere un po’ più di vita per te è ergere mura con cazzuola e mattoni, per te è polemica? per te significa avere consigli non miti e atteggiamenti non cordiali? mah… rifletti un solo attimo, ti prego.
    ciò detto a me non dispiace il confronto, ma, ti ripeto, sulle idee, sui pareri, sui comportamenti, semprechè corretti e rispettosi e senza ogni volta stendere dita accusatrici. in questo senso un intervento come il tuo recentissimo mi piace molto di più delle pareti inaccessibili di copia e incolla. è aria fresca, vento corroborante. chissà se arriveremo a discutere di ciò che spetta a Dio e a Cesare. ma con se stessi nel forum, i propri sbagli, le proprie verità, anche a costo di tirarci per i capelli informatici. ecco, sed non plus ultra.

  17. elena f detto

    paolo, scusami, temo di non aver capito e quindi chiedo scusa per qualunque parola detta a sproposito proprio a causa del mio non comprendere.

    buona serata

    elena f

  18. paolo detto

    non c’è niente da scusare. tranquilla elena. quello che sto cercando in questo forum è il Vangelo vissuto dalle persone. mi interessano meno le elucubrazioni culturali e teologiche, ma questo è uno spazio libero e ognuno si esprime come vuole e sa e io non mi posso minimamente ergere a giudice o moderatore (anche se sotto sotto mi sento un po’ a disagio quando mi vedo giudicato e moderato). vorrei però che anche chi fa le elucubrazioni culturali per arrivare ad un punto di vita usasse il sistema dei link con il sito prescelto ed il testo proposto, piuttosto del copia incolla dell’intero testo. tutto qui. almeno sarebbe più facile per me trovare la persona e la sua vita. poi, se volessi seguire anche i riferimenti culturali e bibliografici, potrei facilmente seguirli cliccando sui link. prima ho linkato un sito con il Vangelo solo come esempio. pensa se avessi sbattuto in copia incolla tutto il Vangelo di Matteo… ci volevano tre secondi, ma avrei affossato il forum. questa è la differenza tra la comunicazione push (sbattuta in faccia) e quella pull (facilmente disponibile). non è appunto una polemica, ma soltanto una mozione d’ordine. nelle assemblee in linea di massima si prendevano come tali.

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